COLLETTIVO GINSBERG | Tropico (LP, 2016)
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– RASSEGNA STAMPA –

TROPICO

(LP – Digital, L’Amor Mio Non Muore – Dischi / Irma Records, 2016)

 

IMPATTO SONORO (24/01/2017)

Con agilità ed arguzia segue il filo sottile che unisce il battito “tropicalia” del Sudamerica caraibico, il blues decostruito ed un dada-folk fatto di cut-up e punti di vista incrociati che unisce un carnevalesco erotismo felliniano all’immaginario sex & drugs del rock. Eccellente.

 

ONDALTERNATIVA (25/12/2016)

“Tropico” sancisce un ritorno con i fiocchi per i Romagnoli “Collettivo Ginsberg” che sembra non abbiamo mai risentito della loro pausa di riflessione.

 

MESCALINA (16/12/2016)

In anteprima il video del secondo singolo, girato nello studio full analog L`Amor Mio Non Muore, tra registratori a nastro, microfoni e tappeti. Le sonorità della band sfoderano un`eleganza vintage e molto affascinante, in una commistione di generi molto accattivante.

 

L’ISOLA CHE NON C’ERA (05/12/2016)

Come un caleidoscopio, questo album è composto da riflessioni multiple che formano canzoni all’apparenza simmetriche ma che cambiano in modo imprevedibile; come le sue stralunate visioni anche questo album nasce da una visione.

 

ROCKON (05/12/2016)

In quest’ultimo lavoro il gruppo rende ulteriormente variegato il suo sound, utilizzando più generi: funky-jazz, blues-noise, funky, pop italiano degli anni ’70  e folk-lounge. In questo modo sono riusciti a coniugare i suoni africani, tramutati in musica nordamericana, che si fonde con sonorità caraibiche e mediterranee.

 

GUITAR CLUB (18/11/2016)

Tropico è un album multiprospettico, in cui gli orientamenti artistici di sempre si amplificano in una creazione visionaria e stratificata di generi e parole; un album sorprendente, una nuova visione da esplorare.

 

ROCKGARAGE (11/11/2016)

Tropico mescola carte, lo fa con istinto e ferocia, non ne rintraccio una linea che sia una e che sia identificativa del tutto. Come a dire che se metto play in un punto qualunque del giorno e della tracklist davvero potrei non associare il “chi” al “cosa”. Voce a parte, potrebbero essere di tutti queste canzoni ed ho la sensazione che sia proprio un leitmotiv ed una direzione precisa quella che i ragazzacci beat del collettivo hanno intrapreso.

 

TUTTO ROCK (08/11/2016)

Per assemblare un album come questo “Tropico” ci vuole una band in stato di grazia, dalla creatività spontanea, che non ha paura di uscire dagli schemi preconfezionati della musica moderna; un plauso al Collettivo Ginsberg, che ridona espressività alla musica nella sua forma più libera e selvaggia.

 

RARO PIU’ (04/11/2016)

Un lavoro molto interessante, pregno di spunti e stimoli, che come pochi abbraccia in toto la tendenza che abbiamo oggi di voltarci al passato per cercare riferimenti da dare al nostro futuro.

 

ROCKIT (01/11/2016)

L’album nel suo complesso risulta  un allegro e funambolico carrozzone, in cui il riso si mischia al pianto in una maschera grottesca che cambia forma minuto dopo minuto.

 

SENTIREASCOLTARE (01/11/2016)

Lo scenario che il Collettivo vuole ricreare è puramente dadaista, un manifesto della stravaganza che calzerebbe perfettamente nelle pellicole di Fellini come in quelle di Sorrentino. Un ponte tra passato e presente pieno di contaminazioni ma ancorato a due capisaldi importantissimi: spiritualità e territorio.

 

ROCKSHOCK (26/10/2016)

Forse l’intenzione del CG era proprio questa: creare suoni liberi e confusi, proprio come l’uomo in mezzo alla natura.

 

IN YOUR EYES ZINE (26/10/2016)

Raffinato, curato in ogni sua parte, leggero, sognante, arioso ed estroverso. Un disco sostanzioso che riprende il passato con intelligenza, gusto e creatività.

 

MUSICLETTER (21/10/2016)

Un album che vi consiglio di cuore per via della sua forza e del suo piglio deciso ed eclettico, quantunque non rivoluzionario. Ma questo il Collettivo Ginsberg lo sa bene.

 

OCA NERA ROCK (13/10/2016)

Di cosa abbiamo bisogno alle porte dell’autunno per stimolare le orecchie e la fantasia? Di energia, forma espressiva, visioni, lamenti di cani, solitudine, rabbiose preghiere, buio eterno, suppliche e danze macabre. Di uomini, soldati. E di poesia, che ci riporti all’amore per la terra. Abbiamo bisogno di tutto questo ed il Collettivo Ginsberg ce lo dona.

 

ROCK LAB (13/10/2016)

“Dio è nei dettagli” diceva qualcuno, e se da questo si giudica anche l’arte, la cura con cui questo “Tropico” è stato realizzato – che non scade mai nel lezioso – ne testimonia l’elevata fattura; di cui troppo spesso la musica (indipendente) italiana fa purtroppo a meno. Un piacere per le orecchie sì, ma che investe tutti i sensi, in un vortice di ritmo forsennato che diventa travolgente negli episodi più animati.

 

PIU’ O MENO POP (12/10/2016)

“Tropico”, nella sua grande eterogeneità, dimostra di essere un album capace di coinvolgere tutti in danze e battiti di mano, di riempire piazze come i Blue Beaters, o di offrirsi in un mix di sogno e poetica come Battisti o Tenco.

 

BUSCADERO (12/10/2016)

Cristian Fanti e compagni riescono nel piccolo miracolo di miscelare suggestioni tra le più disparate in un sound vivido e personale, gestendo inoltre un’apparato strumentale ricco e cromaticamente caldo, vintage. Disco scoppiettante, fantasioso, sicuramente molto consigliato.

 

ROCK AND MORE (12/10/2016)

Un immaginario perfettamente costruito e suonato, che va a creare una musica curata e differenziata in ogni accordo e minuto. Alla fine vi chiederete cosa avete ascoltato, senza sapere se volerne ancora o se va bene così, perchè certa musica è in grado di lasciare il senso di sazietà.

 

FULLSONG (11/10/2016)

Da un parte sembra rovistare tra mille cose per cercare la sua personalità e dall’altra sembra avere l’equilibrio e la maturità giusta per permettersi il lusso di fare della musica quello che vuole. Un disco che sicuramente vi consiglio.

 

BLOW UP (05/10/2016)

Se in passato erano cubisti, taglienti e criptici, oggi si riaffacciano sul proscenio della vita sociale attraverso un disco che prende e brucia di petto il demone del ballo e brucia di ardori popolareschi. La ciambella è gustosa ed esotica quanto basta.

 

LOST HIGHWAYS (04/10/2016)

Il nuovo lavoro discografico vuole dare una svolta, una soluzione; si assiste quindi alla riscoperta del mondo, innescando un’interazione con lo stesso, verso una nuova luce all’orizzonte; elementi che sono da stimolo per un cambiamento umano o più precisamente delle nostre abitudini.

 

MUSIC COAST TO COAST (30/9/2016)

Musicalmente, le sonorità proposte sono estremamente eterogenee, ma la caratteristica principale che colpisce l’ascoltatore fin da subito è la ritmicità accattivante e coinvolgente. Il disco merita un giudizio più che positivo e scivola via bene sin dal primo ascolto.

 

CLAP BANDS (30/9/2016)

Tropico è una sorta di puzzle pazzo che tra citazioni, richiami, poesia sembra continuamente rimandare a qualcosa di già conosciuto ma che alla fine non si riesce a focalizzare, perché la spavalderia (e bravura) della band riesce a sopraffare tutto. Il Collettivo Ginsberg confeziona un album che rappresenta l’estro del gruppo e la vastità di sfumature che la musica (e un disco di musica) può raggiungere quando si è veramente liberi di farla.

 

JUST KIDS (30/9/2016)

Gradevole e intrigante disco, una ricetta sonora dal forte sapore rievocativo. Eclettici e colti.

 

SOUND36 (30/9/2016)

Tra mistiche sensazioni e rivoluzioni di stili, brano dopo brano, il CG porta a casa un disco davvero molto interessante privo di banali soluzioni, assolutamente ispirato e coinvolgente.

 

LUCIDAMENTE (30/9/2016)

Un disco perfettamente bilanciato tra orecchiabilità e ricerca musicale d’autore, con testi poetici davvero emozionanti e, al contempo, piacevoli sonorità che talvolta ci riportano agli anni Sessanta. Un’opera da ascoltare e riascoltare, per cogliere ogni volta una sfumatura e un risvolto musicale nuovi, celati entro le misteriose pieghe della creatività.


MUSIC TRACKS (27/9/2016)

Disco avvincente e a tratti geniale, Tropico conferma ciò che di buono si sapeva sul Collettivo Ginsberg. Quando il discorso rallenta, il Collettivo sa far scintillare le proprie sensibilità, ma forse convince anche di più quando abbandona i pensieri neri e spinge a fondo l’acceleratore.

 

INDIEPERCUI (22/9/2106)

Una prova multisfaccettata ad alto tasso emotivo, che non risparmia nulla, anzi si dona prepotentemente nel fondere assieme diversi generi, diverse culture di terra e di mare in un cerchio caleidoscopico che grida la sua presenza e ci fa entrare al proprio interno.

 

ROCKOL (21/9/2016)

“Tropico” arriva portando con sé una ventata di allegra freschezza dal sapore jazzato, funk, blues, world music e cantautorale, un mix che il Collettivo sa declinare ottimamente alla propria maniera rendendo l’ascolto dell’intero lavoro un fluire unico di saliscendi ben orchestrati ed arrangiati, senza però mai tradire quello spirito più spiccatamente dadaista che ha accompagnato la produzione del gruppo fin dagli albori.

 

MUSIC MAP (12/9/2016)

Album sfaccettato che si presta a molteplici letture, fucina di idee frullate, rimasticate e rimodellate in fogge inusuali, lavoro renitente all’iscrizione in un qualsiasi filone, opera fascinosa, mai magniloquente né autoreferenziale, affatto semplice da penetrare ma curiosamente fruibile.

 

E20 ROMAGNA (09/09/2016)

Il CG in mezzo a decine di rivoli e progetti è riuscito a trovare la perfetta chiusa di questo disco lontano da ogni trend contemporaneo ed assolutamente fuori da una visione completamente retro.

 

RUMORE (01/09/2016)

Un’aura di fermento e voglia di vita in un rocambolesco mix analogico di esuberante esotismo nero e 60/70 tricolore, espressione di un dadaismo mulatto, scalciante e nostalgico. Piacevolmente frankensteiniano.